Le associazioni protagoniste all’estero

CONVEGNO CNE – 28 Novembre 2008

“Le Associazioni protagoniste all’estero”, convegno della Consulta Nazionale dell’Emigrazione (CNE), è stato realizzato con il patrocinio della Regione Lazio e si e svolto presso la Sala Tevere, in Via Cristoforo Colombo 212 in Roma (Sede della Regione Lazio). L’intenzione è stata quella di fornire un punto di sintesi del dibattito sviluppatosi negli ultimi due anni all’interno delle 14 organizzazioni nazionali aderenti alla Cne e delle diverse iniziative seminariali svoltesi negli ultimi anni in Italia e all’estero. La partecipazione al Convegno era aperta a tutti gli interessati. Di seguito riportiamo il “documento finale votato all’unanimità”. Documento finale. L’emigrazione italiana nel mondo è parte attiva dei processi di trasformazione in atto a livello globale. Una storia, incessantemente alimentata dalla necessità di crescita e di realizzazione umana, ha visto la nostra transizione da emigranti a cittadini nel mondo. E’ in tale veste che vogliamo rivendicare l’affermazione dei diritti di partecipazione, di rappresentanza e di cittadinanza sia nei paesi di arrivo che in Italia. Rispetto al nostro paese, riaffermiamo il valore dei “luoghi” in cui tali diritti si esercitano: le associazioni, le Consulte, i Comites, il CGIE e la rappresentanza parlamentare non vanno viste secondo logiche conservative, ma rimettendo continuamente in discussione le esperienze fatte. Nell’anno del loro 60o anniversario, la Dichiarazione universale dei diritti umani e la nostra Costituzione permangono come imprescindibili quadri di riferimento e come prospettive di valori condivisi dentro e fuori i confini dell’Italia. L’associazionismo italiano vive nelle nostre comunità all’estero una fase di transizione e trasformazione. Negli ultimi anni molte cose sono cambiate in Italia e nel mondo. É cambiato il mondo dell’emigrazione e stanno cambiando e nascendo nuove associazioni. L’associazionismo ha dunque in parte mutato e sta mutando la propria fisionomia. Le associazioni sono, nello stesso tempo, testimoni e protagonisti dei processi di integrazione vissuti in una società globalizzata. Le associazioni italiane all’estero vivono e operano secondo dinamiche legate soprattutto alle realtà nelle quali sono inserite. E’ responsabilità delle istituzioni e delle associazioni nazionali, regionali e locali, tenendo conto di tali dinamiche, il mantenimento e la continuità del loro rapporto con l’Italia di oggi. L’associazionismo italiano nel mondo non è, infatti, il tramite di un’Italia da ricordare, ma un protagonista sociale capace di collegare il paese reale con le nuove forme aggregative, sempre più multietniche, multiculturali e multi religiose, che si fanno promotrici della crescita complessiva della persona e delle comunità nei paesi d’accoglienza. Identità nazionale, lingua e cultura italiane vanno, perciò, ripensate alla luce di un’ampia area di oriundi, soprattutto giovani, che cercano con vivo interesse un raccordo con l’Italia di oggi, anch’essa profondamente diversa da quella lasciata dai loro padri, specie se consideriamo il fatto che il nostro Paese è sempre più terra di accoglienza e di residenza di milioni di immigrati. Anche nei loro confronti il Paese può trovare nella sua centenaria esperienza emigratoria il bagaglio di esperienze e di iniziative capaci di favorire i processi inclusivi e di contrastare ogni forma di emarginazione e discriminazione. In questa logica, riteniamo che un ruolo peculiare vada affidato alle nuove generazioni di “emigrati” nel mondo. Non è solo possibile, ma anche necessario costruire il futuro delle associazioni rendendo la rappresentanza coerente con il nuovo, senza comunque cancellare i legami con le precedenti generazioni, cogliendo e assumendo nuove aspirazioni ed esigenze manifestate dai giovani e dalle nuove figure dell’emigrazione. Il patto fra generazioni, più che una sterile rincorsa alla moda giovanilistica, può invece meglio contribuire al rinnovamento della rappresentanza delle associazioni, nella riaffermazione della memoria storica e nella consapevole presentazione di un italianità che si è integrata, che è ricchezza culturale e che guarda al futuro.

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